Antico Mulino ad Acqua “Giorginaro” – luogo di suggestioni, memoria e natura.

 

Qualche giorno fa un albero di piccoli fichi duci duci e una “carrettata” di noci mi confermavano di essere arrivato nel posto giusto: Novara di Sicilia, il borgo dove rotolano i formaggi! E’ tra questi vicoli che ogni anno, in occasione di un torneo antichissimo, vengono lanciate le forme di Maiorchino – presidio slow food –. Paese frequentato dalle “streghe di Spartivento” e iscritto nel “Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia” per la particolare parlata gallo italica. Questo fa sì che gli abitanti portino avanti una sorta di naturale bilinguismo, che è anche memoria antica di una lingua parlata in luoghi lontani.

Una piccola scalinata in mezzo al verde mi porterà invece in un luogo da fiaba; sarà la data “1690” scolpita sulla pietra che mi rivelerà un vero tesoro: l’Antico Mulino ad Acqua Giorginaro.

DSCF6609 (2)
1690
DSCF6692 (2)
arrivo al mulino
DSCF6659
la “casa” del mulino

Ugo Affannato e il figlio Mario tengono in vita, non senza difficoltà, il mulino e la sua memoria. Il “Giorginaro” è l’unico ancora attivo di quei quattordici “fratelli” in pietra che un tempo animavano questa antica via del torrente San Giorgio.

“Mastro Ugo” non poteva lasciare morire un luogo di meraviglia come questo; il figlio Mario, a sua volta, non voleva gestire semplicemente un pezzo da museo senz’anima né vita. Oggi grazie a loro avviene la magia: si può assistere a una specie di rito del mulino ad acqua. Gesti e meccanismi semplici, quasi una “carezza” e il grano duro diventa farina che profuma di buono e pulito. L’acqua e la pietra sembrano allearsi per la nascita di questo prodotto di altissima qualità – di grani antichi siculi, si intende -. Per la natura intrinseca del mulino questa “tenera creatura” prende forma a basse temperature e utilizzando la tanto discussa energia pulita. Viene così rispettata l’unicità della materia prima, le sue proprietà benefiche, l’ambiente e persino lo stile di vita che tanto ci invidiano… il “vivere lento” siculo.

Mario, abile scalpellino di professione, mi racconta tutti i particolari della “vita da Mulino”. Mi spiega anche che un tempo i 14 mulini utilizzavano a cascata lo stesso fluire dell’acqua. A volte chi stava più in alto “portava acqua al proprio mulino”, diminuendo o deviando il corso dell’acqua a discapito dei mulini successivi; non sempre le conseguenze erano pacifiche e finiva a “schifiu”.

Ugo e Mario più che artigiani e/o contadini sono dei veri custodi di memoria che mettono in in atto delle preziose pratiche di vita positive, che forse troppo presto abbiamo accantonato e rischiato di cancellare per sempre. Arrivare in un luogo come il Mulino Giorginaro è come ritrovarsi in un posto fatato, tutto sembra in armonia… non solo uomo e natura, ma colori, profumi e persino i suoni: uno scroscio d’acqua, un tintinnio che detta il tempo, una “ruota” di pietra che gira lentamente, un soffio di farina… di nome russello, perciasacchi, maiorca, timillia. Poi però, entrando nei particolari della gestione quotidiana di queste realtà, ci si rende conto che le magie bisogna inventarsele anche per superare infiniti problemi pratici e burocratici.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Che spettacolo sarebbe vedere ripristinata buona parte dell’antica via dei Mulini ad acqua… Se solo ci fossero incentivi veri e aiuti concreti a queste forme di resistenza attiva. Invece tutto porta a prendere strade obbligate: se vuoi andare sotto tutela della sovrintendenza devi lasciare tutto fermo ma senza incentivi; se invece vuoi produrre e vendere con una struttura di questo tipo sei fuori dalle normative attuali. Siamo al paradosso… grano trattato con pesticidi che arriva con grandi navi dall’estero: legale. Piccola produzione, con materia prima non trattata, spostamenti di pochi chilometri della stessa, rispetto per la materia prima, utilizzo di energia pulita, stimolo culturale, amore, identità: illegale! Ritorniamo così ancora una volta alla controversa e provocatrice frase dell’amico che mi ha fatto scoprire questo mulino, quel Totò Fundarò che nel film “I Villani” sentenzia che “se vuoi mangiare sano allora devi mangiare illegale”.

Vado via emozionato anche da questo luogo di poesia, ancora una volta la complicata Sicilia mi regala una storia di “resistenza” e un sussulto di meraviglia.

Mulino ad acqua Giorginaro: luogo di suggestioni, memoria e natura. Continua il mio viaggio nel tempo… in fuga dalla Terra… in Sicilia!

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...