Il Cesto e lo Stornello, gli Aromi e la Sicilia

A chi dovesse capitare di perdersi tra i piccoli paesi e i muretti a secco del siracusano alla ricerca di Claudio e Rossella, dico: state tranquilli, non solo finirete per ritrovare facilmente l’inseparabile coppia – seppur nascosti in un piccolo paradiso nella campagna tra Siracusa e gli Iblei – ma insieme a loro ritroverete anche le sensazioni che credevate ormai definitivamente smarrite nel tempo, e il vostro olfatto ritroverà la strada che porta diritti alla mente, facendola tornare finalmente presente. E vi assicuro che – a tratti – ritroverete anche il più bel ricordo di voi stessi… con uno spirito e una voglia di vivere nuovi e ritemprati.      

Penso e rifletto su Claudio e Rossella ormai lontano lontano… ma vicino sento ancora forte l’umanità e le emozioni che sono capaci di trasmettere: sono ben presenti come ricordi di una vita felice e fortunata; e sono vivissime e calde nel cuore – che gioisce e festeggia al loro pensiero –.

Curano il corpo e lo spirito gli amici miei! Stimolano i sensi con profumi e colori, aromi e sapori, suoni e musica, abbracci e saperi. Speciali sono, così tanto da far pensare siano stati sfiorati dal soffio di qualche divinità. Unione di due persone, di due famiglie, di preziosa “semplicità” accompagnata ad altrettanto genio e coraggio. Intrecciano ramoscelli come i legami, i cesti sono come contenitori di sentimenti, i tamburi risvegliano il battito vitale.

Claudio Romano “l’Altissimo”! Posso affermare che è un gigante!! E’ dieci persone messe insieme, dieci vite già vissute, dieci mestieri già provati, dieci mani che lavorano, dieci strumenti musicali, dieci abbracci forti forti, dieci pensieri che furriano nella mente; è il fico d’india che racconta con passione, calmante e purificante come la salvia che lui loda, aromatico come il timo, curativo contro i dispiaceri della vita come nepitella. Claudio è padre – a volte è stato madre –, un esempio, un punto di riferimento per la sua famiglia; è stato cuoco e commerciante, ha girato l’Italia per profumarla con i mazzi di origano fioriti – pianta che gli ha fatto incontrare Rossella e che a volte le portava in dono –. Dicono che una volta sia partito con un camion carico di arance per regalarle nei bar e locali del nord Italia, sicuro però che dopo pochi giorni l’avrebbero cercato per acquistarne in quantità. Claudio nel tempo è diventato un esperto di aromi e piante aromatiche, poi è arrivata l’esperienza al mercato di Ortigia, che ha vivacizzato con il suo spettacolare banco di aromi e l’energia accompagnata dal tamburo e lo stornello. Oggi Claudio gira con dei campanacci per attirare l’attenzione, studia la zampogna, coltiva e accoglie in un luogo che con i suoi figli e Rossella ha trasformato in luogo di sogni e desideri, si è costruito un teatro agri-sensoriale e inneggia sempre all’amore universale… e sono sicuro che stia già pensando a un nuovo inizio, immaginando una nuova fase della sua/loro vita.

Claudio è tutti i Siciliani del passato, nelle stesse terre dove Carmo Da Siracusa veniva celebrato per la vivacità dei proverbi, oggi – dopo millenni – mantiene l’effervescenza e la vitalità dei mutti e dello stornello siciliano, proponendoli ai visitatori con rara facilità d’espressione: con ironia e l’irriverenza – là dove giovano per fornire maggiore effetto –; con sentimento e commozione – là dove si vuol far arrivare la voce più vibrante del cuore –.

Sarà forse per i motivi citati dal messinese Scarcella nel 1846:

“… Né il modo di espressione è uguale presso tutti i popoli, ma prende la impronta dal genio nazionale, dal clima, dalla natura del luogo. Ciò fa sì che i proverbi siciliani siano contenuti in frasi più animate, più brillanti.”

Oppure sarà per quel “fuoco” e naturale predisposizione lasciatogli in eredità dalla sua cara Mamma; lascito che gli è stato chiaro quando già non c’era più, nel momento in cui ha trovato in un cassetto una grande quantità di stornelli e piccole altri scritti inventati da Lei. Claudio ne onora la memoria ogni giorno.

Rossella invece è arrivata in Sicilia per caso, nella sua seconda vita. “Trascinata” dall’entusiasmo di Claudio, metterà in discussione tutto, riprendendo in mano il proprio vero essere. Rossella è felice e sorridente, ti trasmette energia e freschezza come l’aria “olezzante” dopo la pioggia in una sera d’estate, è anima accogliente. Ha steso un filo invisibile per unire l’Abruzzo alla Sicilia, i sentimenti e i sapori. Intreccia cesti, e poi intreccia ancora creando dei piccoli capolavori, inforna e impasta, sorride e inventa. E se Claudio si lascia andare di frequente all’intrattenimento, lei nel frattempo crea sempre qualcosa di bello o buono, facendo avvertire costantemente la propria presenza delicata e rassicurante. Afferma che quando ci sono come ospiti degli amici che ha nel cuore viene fuori il meglio di sé in cucina… E in effetti solo al pensiero di ciò che ha preparato quel giorno mi prende lo svenimento. Se è vero che ognuno di noi ha una propria “impronta” in quello che fa, il tocco di Rossella si vede ovunque nella casa e nel giardino delle favole. 

Con due persone così, un posto così non poteva non diventare un luogo di incontri straordinari e di conoscenza, frequentato da persone variegate e illuminanti… come la personalità dell’austriaca Eva, la contact dance e la discrezione di Vera e come il mitico Don Alfio – che con grande scioltezza, conoscenza e bravura passa dal friscaletto alla zampogna, dal bastone siciliano fino a una miriade di racconti pieni di Sicilia.

Ma per il momento le mie riflessioni su Claudio e Rossella – e su quello che gravita in quel piccolo mondo nobile e fecondo – si fermano qui…

– ‘N gnornu ca lu Diu Patri era cuntenti – e passava ‘n celu ccu li Santi – a lu munnu pinsau fari ‘n prisenti – e di la cruna si scippau n’ diamanti – cci addutau tutti li setti elementi – lu pusau a mari, ‘n facci a lu Livanti – lu chiamaru Sicilia li so genti – ma di l’Eternu Patri è lu diamanti. –

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