Piraino – un “volo” sul mare

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scorci del borgo

Vi “cunto” un fatto:
Intorno all’827 a.c. il Ciclope Piracmone, dopo tanto vagare tra grotte e isole di Sicilia, si addormentò stremato su una collina. Ridestatosi dal sonno il Ciclope si trovò di fronte ad uno spettacolo della natura talmente bello che decise che quello sarebbe diventato il luogo dove trascorrere  il resto della propria vita. Fu così che Piracmone da quel giorno edificò Piraino, borgo di torri e di voli sul mare…

Ora decidete voi se questa storia debba ascriversi a mera leggenda o invece considerarsi ispirata a fatti realmente accaduti; io consiglio di diffidare da tutto ciò che sembra vero e di credere a tutto ciò che ha dell’impossibile. Una cosa è certa, il giorno in cui sono arrivato sulla collina di Piraino, davanti a quella vista, anch’io ho pensato: io mi fermo qui!

Le prime sensazioni provate alla Guardiola di Piraino hanno il nome dell’incanto. Un lanciarsi da 400 metri sul mare blu infinito, costellato di isole che accendono l’immaginazione, rassicurati da un lungo susseguirsi di spiagge incastonate tra Capo Calavà e Capo D’Orlando. Come faccio a spiegare perché anche a Piraino mi sono entusiasmato passando in un attimo dal mare alla collina, camminando tra vicoli e scalinate, tra torri e chiese, sospinto da quel venticello profumato di cielo e natura – e spesso anche di lenzuola stese al sole o di un sugo che cuoce lentamente sin dal primo mattino, sotto le cure di una zia Maria o di una nonna Peppina di turno –.

Piraino malgrado le bellezze che vedete in foto è un comune non particolarmente conosciuto all’interno della provincia di Messina e della Sicilia, eppure in qualsiasi altra parte della terra un luogo così – con una “terrazza” sul mare così, con una torre saracena in cima alla collina e la torre delle “ciavole” sulla scogliera, con le particolari chiese e un convento, con un lungomare come quello della Gliaca – se correttamente valorizzato e curato sarebbe sicuramente meta continua di turisti provenienti da tutto il mondo. Ah se solo i preti aprissero le porte delle chiese sarebbe già un grande passo avanti… ma purtroppo in questi borghi le troverete sempre tristemente e inspiegabilmente chiuse come delle casseforti inespugnabili, e allora non vi rimarrà che giocare di fantasia… perché tanto “biddizzi e dinari non si ponnu ammucciari”.

Negli ultimi anni il nome di Piraino inizia a sentirsi maggiormente, grazie soprattutto al prezioso lavoro di promozione del grande Nino Bartuccio – fotografo che ha stupito con i suoi scatti di Piraino pubblicati su Touring Club –. Nino dà visibilità al borgo anche con la pagina fb “Visit Piraino”, inoltre da tenere presente anche il sito informativo e di promozione del territorio TTattagò. Pertanto per avere informazioni utili per non perdersi niente sulle bellezze del luogo vi invito a seguire il loro raccontare quotidiano, le realtà citate sono un punto di riferimento sicuro in caso di programmazione di future  visite al territorio di Piraino.
Io come al solito ho cercato semplicemente di restituirvi le sensazioni di questa ulteriore magnifica tappa del mio cammino, le stesse sensazioni che probabilmente spinsero il Ciclope Piracmone a edificare questo Borgo su questa collina. Come un Ciclope preferisco vedere con un solo grande occhio, quello della meraviglia e della bellezza!

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