Petralia Soprana – Intrico di Pietra

Allietato dalla natura e dalla pietra “lieta”, risvegliato d’incanto dal rintocco di una campana… quel giorno mi trovavo a Petralia Soprana!

“Nzemmula” a cinque persone di talento, mi sono dunque fermato a oltre mille e cento metri d’altitudine, in quello che nel 2018 è stato insignito a Borgo più Bello d’Italia, adagiato su un cuscino di pietra che s’innalza a ridosso dei boschi delle Madonie.

A Petralia Soprana, d’istinto, si percorre una lunga via antica che porta da un capo all’altro del paese; poi ti rendi conto che ai lati di questo cammino è un continuo aprirsi di vicoli e scale, così numerosi e affascinanti che vorresti passare giornate intere per scoprirli uno ad uno, lasciandoti rotolare in discesa per poi “raccoglierti” nuovamente in salita con tutto il carico di emozioni provate.

In questa voglia incontenibile di vivere Petralia sono partito dalle sue prospettive fotografiche più note, per  rimanere alla fine conquistato dai suoi angoli nascosti e dalla piazza che accoglie il Duomo dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, che assicuro è luogo tutto fatto di storia e alchimia. La piazzetta tra chiese e case accoglie rassicurante i “picciotti” del luogo, che felici e spensierati giocano a palla in strada fino al calar del sole, richiamati all’ordine solo da un rintocco vigoroso di campane… un suono che sembra caricarsi di bellezza tra i vicoli e la pietra, per poi avvolgere tutto e tutti, regalando la sensazione di provenire da un mondo lontano lontano.

Petralia Soprana ti sembra migliorare con il passare del tempo, gustandotela ora dopo ora, così come avviene con il suo dolce tipico “U sfogghiu” – una sorta di cassata al forno a base di tuma, tanta cannella e gocce di cioccolato –. State pur certi che si finirà per desiderarla ancora nel tempo…

Mentre di giorno si è spesso distratti dalla bellezza del territorio circostante – con le sue vallate, i boschi, i borghi lontani e le cime fumanti – invece alla sera a Petralia Soprana si rimane concentrati solo sul quel soave “intrico” di pietra – che prende forma di case, fontane, chiese e campanili –. Sarà così che nel momento in cui si accenderanno le luci lievi tra i suoi vicoli, avvamperà improvvisamente anche una fiammella nel vostro cuore.

C’è speranza a Petralia Soprana, speranza che accadano grandi cose in futuro… si stanno creando progetti importanti, sta prendendo forma anno dopo anno una visione d’insieme, c’è una consapevolezza dei punti di forza e del patrimonio artistico, storico, naturale e umano presente nel luogo. Associazioni, artisti, studiosi, proprietari di b&b e case vacanze, aziende agricole, ristoratori e commercianti… tutti si sono fermati un attimo e hanno capito che vi era una sola strada da percorrere: quella della riscoperta della originalità di Petralia e della sua condivisione con il mondo.

Arte e Natura… a Petralia Soprana si può! La dimostrazione più lampante è quella del Macss – il museo di arte contemporanea sotto sale –. Un museo che vive nella frazione Raffo di Petralia, all’interno di una grandissima miniera di salgemma naturale formatasi 6 milioni di anni fa, un “cuore di sale purissimo” racchiuso in una montagna. “E’ il sale della Terra” si usa dire … qui il sale è vita, diventando persino arte con la Biennale di Scultura di Salgemma.

Tradizione di grandi artisti e scultori ha Petralia – vedi Frate Umile di Petralia–; ancora oggi questa tradizione si ripete, non solo attraverso la Biennale già citata ma anche con altre creazioni suggestive regalate da “anime” del luogo come lo scultore di emozioni Enzo Rinaldi.

“Spirito dionisiaco, Permacultura, Resilienza”: sono le parole d’ordine di Calogero Casadeisalici! Perché a Petralia Soprana si cerca anche di recuperare delle buone pratiche di vita, uno stare al mondo positivo e incentrato su un continuo equilibrio “dare e avere” nei confronti della Terra e dell’umanità stessa (su questo presto news).

Petralia Soprana, terra di sale e di pietra, luogo di natura e di vita diversa che spesso sfocia in arte creativa. I Borghi delle Madonie, con il loro “sapore” antico possono rappresentare anche futuro. Converrete con me se dico che in questo momento dobbiamo lasciarci trasportare dalla fantasia delle cose belle, alimentare di idee eventuali progetti futuri e pensare a un nuovo modo di intendere anche il nostro modo di viaggiare e, penso, anche di vivere.

Un detto recita: “I donni beddi, a Pitralia Suprana!”. Certamente di bellezza sarete circondati nel vostro pellegrinare per il Borgo… e se avrete la fortuna di capitare nel periodo giusto potrete assistere a riti ricchi di significati simbolici: il colorato “Ballo della Cordella” e la rappresentazione a cavallo del “Corteo Nuziale”.    

Quasi mi dispiace concludere questo giro di parole tra i vicoli e la vita di Petralia Soprana… e allora m’immagino ancora là, mentre mi avvio sul commovente viottolo che da un lato porta alla vista che spazia da Gangi fino all’Etna, e alla chiesa di Santa Maria di Loreto sulla sommità di Petralia dall’altro; e percorrendo quel breve tratto di paradiso vorrei essere grande poeta e pittore, cantante e cuntastorie, scultore e ballerino… per riuscire a regalare al mondo le emozioni e i segreti che le Madonie mi hanno sussurrato in quel breve, lento, silenzioso cammino nella meraviglia. Come dice Nino Pracanica: “A Petralia Soprana canta la petra e sona la campana”.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Valeria Minciullo ha detto:

    È bellissimo vedere come ami la nostra Terra e l’impegno che ci metti per far conoscere posti che nemmeno una siciliana conosce! Non vedo l’ora di poterla girare spensierata come prima, mi manca tanto quello che c’è là fuori

    Buona serata 🙂

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    1. raccontodisicilia ha detto:

      Grazie Valeria, sono felice di essere riuscito a farlo percepire. Anch’io non vedo l’ora di ripartire per i miei giri… Ripercorrere i miei “viaggi” con il pensiero mi fa sentire un po’ più libero e vicino. Aspetto le tue nuove “creature” in rima 🙂

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      1. Valeria Minciullo ha detto:

        Già il tuo sito è come se fosse una missione, e ringrazio io te per quello che mi fai conoscere. Le aspetto anche io ste creature… questa gestazione sta durando un po’ troppo 😅

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