Ritorno a Palazzolo Acreide

Quel giorno le genti m’aspettavano in vivaci piazze agghindati col vestito buono; le vecchiaredde, cariche di vita sulle spalle, sbirciavano furtive dai balconi e dietro vetri appannati di innocua curiosità.

Le chiese erano ricamate a fiori; all’interno maestosi i lampadari illuminati. Le viuzze e i viali m’invitavano gentili ad essere percorsi; i santi arrampicati agli angoli delle chiese m’ammonivano talvolta, ma sovente mi concedevano benevola assoluzione.

Ora con una salita, ora con una discesa, le scalinate mi promettevano piacevoli sorprese all’inizio e alla fine del percorso.

“Babbu talia cca’”… così sembravano deridermi i mascheroni di sontuosi balconi barocchi indispettiti, costringendomi ad alzare lo sguardo di continuo per attestare loro meritata considerazione.

Quel giorno è sembrato che tutti stessero ad aspettare proprio il mio arrivo… poi mi è stato chiaro che in quel luogo la sensazione sarà sempre quella di sentirsi accolti a festa.

Ero a Palazzolo Acreide, il sole s’affacciava tra nubi che s’aprivano svolazzanti come tende d’un sipario, lasciando passare luce e calore per la gioia dell’umanitati.

Sentivo però anche un richiamo ancora più antico… era quello di Akrai! Là dove ti senti parte della storia, parte del respiro del mondo. Natura e teatro. Natura e grotte. Natura e segni del passaggio dell’uomo. Natura e gloria: Akrai!

Un “ennesimo tentativo” a vuoto di rendere omaggio ai quasi sconosciuti e preziosi “Santoni”, lo trasformerò in un “ennesimo ritorno” promesso a Palazzolo Acreide. Così come meritano il ritorno i sorprendenti piaceri della tavola che questo luogo può regalare, le gratificazioni delle sue pasticcerie, gli arancini seri, la salsiccia slow food, la sublime ricotta di razza “modicana”.

Il ritorno… sarà in un ristorante che dopo un paio d’anni mi darà la felicità di ritrovare la stessa alta qualità allo stesso incredibile prezzo, la stessa gioia di sedersi a tavola e di comunicare con gli altri, la stessa gioia di vivere all’assaggio di un dolce di ricotta o di una creme brulee alla carruba: sono da Lucia e Andrea Alì del ristorante Andrea Sapori Montani e sto bene… troppo bene.   

La Festa è finita… si chiudono le porte, si svuotano le piazze, gli antichi teatri in pietra ritornano nel mistero, le figure nei balconi adesso sembrano meno audaci, dietro persiane ormai chiuse le vecchiaredde cuciono lenzuola di famiglia trapuntate a mano.

E’ ora di congedarmi anche dall’amata Palazzolo Acreide, dall’amabilità dei suoi abitanti… e andando via ancora una volta ripenso al percorso di Antonino Uccello e alle testimonianze che ci ha lasciato: Caro Antonino, da anni sto cercando di seguire il tuo esempio, da anni dedico ogni respiro alla Sicilia, da anni dedico ogni gesto nella speranza del mio definitivo “ritorno”.

Arrivederci Palazzolo Acreide – antica Akrai –, credimi, tornerò…

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