Scicli – lucente come una Venere al sole

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Scicli… città lucente, distesa su tre valli come una Venere al sole. Ornata di balconi “mascherati”, punteggiata in basso e in alto da chiese tardo barocche. Avvolta dalla roccia antica, che sembra messa intorno quasi in forma di platea, come a chiudere un grande palco di bellezza, dove ognuno reciterà la propria parte – di quel copione già scritto dal titolo “Vita” –.

Un gioiellino è Scicli. Sensazione di armonia è Scicli! La godibilità del suo centro storico è decantata da sempre, la via Mormino Penna – patrimonio dell’umanità – è un cammino tra palazzi nobiliari e chiese, location perfetta per il cinema o il teatro… o semplicemente per gustare una rigenerante granita siciliana seduti comodamente all’aperto.

L’antica “Siclis” è meta ambita. Quando ho chiesto agli sciclitani se questo nuovo fermento fosse una diretta conseguenza della nomina a patrimonio dell’umanità la risposta è stata secca: <<qui dobbiamo ringraziare a “santo” Montalbano!>>. La notorietà del Commissario ha regalato la vera svolta a questi luoghi, ed in effetti camminando per Scicli i déjà-vù sono continui: passando dall’ingresso del commissariato alla stanza del questore, attraversando altri punti apparsi nella fortunata serie televisiva tratta dai libri di Camilleri (anche se la sua Vigata in realtà è la meno scenografica Porto Empedocle).

Scicli ti sfiora il pensiero… Un pensiero che magari t’illuderei di cancellare presto, ma a condannarti all’eterno desiderio di ritorno sarà il più bel ornamento naturale che un luogo possa avere: il mare e lunghe spiagge dorate. Sampieri è la mia preferita per bellezza pura, soprattutto nella parte che si allontana dal centro abitato e si avvicina alla fornace Penna (la “Mannara” della serie televisiva). Piccole dune, macchia mediterranea, colori intensi, sensazione di libertà, e poi a chiudere in lontananza un diramarsi di case bianche che si inoltrano fino in mezzo al mare… ho amato molto questa spiaggia.

A Donnalucata si trova un’altra grande spiaggia, delimitata da una bella passeggiata a mare: stessi colori ma meno “selvaggia”, la parte abitata – con le sue casette basse – è separata dalla sabbia solo da una strada, che è anche luogo famoso per l’incontro televisivo tra Montalbano e la “Svidisa” Ingrid. A Cava d’Aliga un bagno con tramonto finale è la degna conclusione di una giornata da ricordare.

Mpanatigghi, cuccidato scaniatu, pastizzu, npanata, nfigghiulata, scacce, teste di turco… è solo un piccolo elenco delle ricette tradizionali dai nomi strani che scandiscono le riunioni famigliari nelle feste più importanti – come la famosa e spettacolare Cavalcata di San Giuseppe –. Nel centro di Scicli per provare una cucina innovativa ma senza trascurare i prodotti del territorio una sosta piacevole potrebbe essere quella nel bel contesto del ristorante Al Galu’.

Sono due le esperienze che con grande successo consiglio sempre a occhi chiusi a chi passa nei dintorni di Scicli. La prima è quella alla riscoperta delle proprie percezioni sensoriali: un “percorso olfattivo” agli Aromi Sicily, accompagnati dal coinvolgente Enrico Russino. Si tratta di un cammino entusiasmante tra decine e decine di aromi, piante, erbe officinali che si concluderà con un “Aperitivo di Campagna” di alta qualità.

La seconda esperienza è invece una sosta di piacere a Donnalucata, nell’angolo di benessere culinario e cultura del ristorante “Il Consiglio di Sicilia”. Vi anticipo che questo è il risultato di un’unione azzardata: tra uno chef e una scrittrice (e anche food blogger), tra sud e nord, tra il cibo nato nelle case dei siciliani e la filosofia della raffinatezza. Troverete la qualità ma senza tanti “contorsionismi” artistici nel piatto a confondere le percezioni. Vuoi pesce fresco e avrai pesce fresco, vuoi buon vino e avrai buon vino. Capirete che l’azzardo è riuscito quando a fine serata potrete ordinare contemporaneamente il loro premiato cannolo e un libro, scritto proprio da chi poco prima vi ha accompagnato nel percorso gustativo. Un consiglio per un abbinamento che ad occhio mi sembra perfetto? Libro “Piovono mandorle” con bicchierino di moscato passito di noto doc “Pioggia di stelle”… e state tranquilli che pioveranno solo cose belle.

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Anche Scicli, così come Modica, viene rievocata da grandissimi scrittori che hanno tratteggiato pagine importanti delle atmosfere siciliane… la troviamo infatti nei ricordi di Elio Vittorini, colmi di intensa dolcezza e amarezza nello stesso tempo. Nel libro incompiuto poi intitolato “Le città del mondo” – e si noti che per un siciliano il mondo è la Sicilia stessa – ci restituisce la bellezza di Scicli, nel momento emozionante in cui un pastore e suo figlio se la ritrovano improvvisamente dinanzi… E qui vi lascio a parole più significative e toccanti delle mie:

-“Vi fu in Sicilia un pastore che entrò col figlio e una cinquantina di pecore, più un cane e un asino, nel territorio della città di Scicli…

E d’un tratto, mentre le pecore affluivano in un’ultima ondata, l’uomo l’udì che lo chiamava con voce piena d’urgenza <<Papà. Babbo. Babbo>> .

<<Rosario!>> grido in risposta. <<Rosario!>>

… Il volto di Rosario si era alzato radioso dinanzi ai suoi piedi dalla roccia che scendeva tra cielo e cielo. Insieme gli si era aperta dinanzi la città di Scicli, con le corone dei santuari sulle teste dei tre valloni, con le rampe dei tetti e delle gradinate lungo i fianchi delle alture, e con un gran nero di folla che brulicava entro a un polverone di sole giù nel fondo della sua piazza da cui parte e s’allarga verso occidente un ventaglio di pianura. Rosario era felice, indicandola al padre, come se avesse temuto di vederla svanire prima del suo arrivo…

Abbracciò il cane al collo, in un gesto di entusiasmo, e di nuovo indicò tutta la valle di case…

Rosario continuava: <<E’ la più bella città che abbiamo mai vista…>>

E la gente è contenta nelle città che sono belle… E si capisce che sia contenta. Ha belle strade e belle piazze su cui passeggiare, ha magnifici abbeveratoi per abbeverarvi le bestie, ha belle case per tornarvi la sera, e ha tutto il resto che ha, ed è bella gente…>>. –

Insomma Scicli è citta bella per bella gente, e a rincordarne il mio passaggio in queste terre mi viene una gran nostalgia di ritornarvi, ripercorrendo passo dopo passo il percorso che qui, in umili righe, ho delineato in una successione di esperienze ed emozioni… Arrivederci bella Scicli… lucente come una venere distesa al sole su tre valli.

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