Perso nel Tempo – a tempo perso – tra Aci Trezza e Milazzo

Gentile Lettore,
stavo pensando alle storie che ha dovuto inventare quel cornutazzo di Ulisse pur di fare una lunga vacanza in Sicilia! Il mostro Cariddi, il terribile Polifemo, il potente Eolo, la pericolosa Maga Circe (incontrata nell’isola di Ustica e non al Circeo). Però c’è da capirlo il pover’uomo, anch’io poco tempo fa mi sono perso negli stessi luoghi… “ubriacato” dalla luce e dal calore dell’inverno siciliano. Or dunque (che non so cosa significa ma mi piace), non ne farò certo un poema… ma dedicare due righe e qualche foto a questa “conturbante” esperienza è il minino che io possa fare. Assicuro che per i più sensibili già solo in questo piccolo percorso di 100 km, che va da Acitrezza a Milazzo, sembrerà di aver visitato non una ma cento isole… per colori e sfumature, per profumi e sapori, per accenti e dialetti, per problemi e “difetti”, per la profondità degli occhi che vi scruteranno. Cambieranno persino i mari, ed a confondere ancor di più le acque ci sarà una “costellazione” di isole, isolotti e scogli dalle forme più strane. Sembrerà non mare ma cielo puntellato di stelle… e quindi luoghi di desideri espressi. Lungo il percorso raccontato dall’anti siculo Omero – e successivamente da tanti altri – garantisco che le uniche cose che potranno lanciarvi contro per innato spirito di ospitalità sono: alici marinate, fritturina di paranza e limonata al sale da un lato – pescestocco a ghiotta, cozze di Ganzirri e involtini di pesce spada passando dallo stretto – pane cunzato con capperi, totanelli ripieni e bicchierino di malvasia (dell’az. Agricola Virgona) dall’altro lato. E non sia mai che vi facciano ripartire senza un vassoio di dolci per i parenti.

Certo qui non è mondo di perfezione… ma “bordello”, di umanità e della natura! Proprio per questo – in queste calde giornate invernali colorate da innumerevoli giardini d’arance – ho capito che tutto può accadere. In questo continuo “navigare” tra mari, castelli, isole e pietre ardenti – e le immancabili soste (Trattoria Il Nespolo) con l’infinito giro di antipastini che rianima anche le anime perse – tutto può avvenire… tutto può avverarsi. Può capitare persino che anche chi non è nessuno come me – anzi che è “nuddu mischiatu cu’ nenti” – si ritrovi accolto a braccia aperte da Artisti di altissimo livello: la Pittrice che riesce a rendere “presente” il passato ma che è anche la più autentica e appassionata di Sicilia, l’unico Videomaker/documentarista che filma per mezzo dei sensi e che dà anima e suono anche agli oggetti dimenticati, gli “storici” ed eroici Maestri d’ascia dei Malavoglia, i veri “Lupi di mare” ed infine il più poetico ed emozionante Kuntastorie/Artigiano di Trinacria. Tutta gente bella assai, tutti accomunati da sensibilità rara e dallo stesso infinito amore per la Terra che c’ha “partorito”. Queste straordinarie persone non mi hanno risparmiato “ristoro”, giri in barca nei luoghi del mito e soprattutto il bene più prezioso: il loro tempo. Inoltre la mia dedizione sicula è stata premiata con due creazioni speciali: una serigrafia tratta dalla tela “Il Bacio” – rappresentazione rivisitata delle gesta “segrete” dei paladini di Carlo Magno – e “Matri Sicilia” – bambola “gravida” rappresentazione della madre terra di tutti noi isolani/isolati-.

La bella novità di queste ultime settimane è la nuova vita dello storico Cantiere Navale Rodolico di Acitrezza. Grazie all’impegno di associazioni locali, artisti e semplici sostenitori di questo pezzo di storia è stata scongiurata la chiusura definitiva dei cantieri. E’ stata costituita un’associazione per accogliere visite guidate di scolaresche e si spera di turisti nel prossimo periodo estivo. Inoltre sono state approvate alcune tutele sia a livello comunale che regionale. Proprio pochi giorni fa il  mastro d’ascia Salvatore Rodolico  è stato proclamato “Tesoro Umano Vivente” della Regione siciliana!

Gentile Lettore, attento osservatore, sai a cosa sto pensando? Credimi, sto pensando a Nino Pracanica, Alice Valenti, Riccardo Napoli, Giovanni, Nuccio e Don Turi Rodolico.

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