L’Estate dell’Emigrante – parte prima –

Luglio 2018 –

Amico mio,

anche quest’anno si sono ripetute come da tradizione le famose “estati dell’emigrante” siculo…

A tre mesi di vita mi hanno praticamente “lanciato” su una spiaggia per farmi trascorrere intere estati al mare… estati che rappresentavano la libertà. Nelle giornate limpide all’orizzonte tra Messina e Milazzo apparivano puntuali le “sette sorelle”: le Isole Eolie. Che meraviglia, che emozione… tramonti che erano poesia amico mio, semplicemente poesia. Quando tornavo a casa ed accennavo alla curiosità di “conoscerle” da vicino mio Padre – probabilmente più per grandissima pigrizia – mi diceva sempre: “no meglio aspettare, alle isole Eolie bisogna andarci il più tardi possibile nella vita! Solo così saprai che ti rimane ancora da vedere uno dei posti più belli del mondo”. Arrivato a 40 anni mi è capitato quello che Renato Guttuso mi aveva già preannunciato da tempo: “arriva una mattina in cui ti guardi allo specchio mentre fai la barba e ti accorgi che assomigli a tuo padre”. E’ successo proprio così, ho visto tutt’insieme in me pregi e difetti di chi mi ha messo al mondo, in quel momento ho realizzato che stavo diventando “grande”… che forse era tempo di andare. Finalmente,  dopo decine d’anni di osservazione a distanza, mi sono recato per la prima volta nell’Isola di Salina – l’antica Didyme -. Già durante il viaggio in aliscafo – passando da un’isola all’altra – pensavo: minchi@ forse aveva ragione mio padre… è il posto più bello del mondo!

Per mantenere le mie cattive abitudini quest’estate ho deciso di ritornare per l’ennesima – ma sempre diversa – volta nell’Isola dai monti gemelli. Ho scelto Leni, la zona più tranquilla, genuina e verde dell’Isola di Salina. Desideravo far parte per qualche giorno del mondo incantato di Francesca Cincotta e del suo “Belvedere“… proprio là, dove il silenzio è musica e i tramonti colorano la vita.

Le “pietre” di questo piccolissimo borgo – riscostruito con immensa fatica e sacrifici – mi hanno fatto sentire subito protetto dal mondo brutto e cattivo. Francesca alimenta e dà luce a questo luogo con straordinaria sensibilità, passione e competenza… la sua vita è un vero atto di amore verso la sua Isola e il magnifico borgo che il padre e il nonno le hanno consegnato come un prezioso santo graal. Con Lei ho visto giornalmente rivivere anche le “antiche” preparazioni dei deliziosi piatti di famiglia – ricette “coltivate” ed elaborate tenendo fede ai piccoli segreti che mamme e nonne tramandano da sempre in Sicilia -. Ogni mattina sono stato riportato dolcemente alla vita con spremute e frullati freschissimi, insuperabili marmellate e confetture sempre diverse, torte, biscotti, frutta fresca… tutto fatto e prodotto in casa.

Incontrare ogni mattina il mitico Signor Cincotta con cesti di frutta appena raccolti, pomodori e altri ortaggi – che puntualmente poi ritrovavo nelle colazioni e cene – è una cosa che mi faceva letteralmente impazzire di soddisfazione. A Salina in pratica mi aspettava la famiglia più autentica dell’isola più autentica delle Eolie… una famiglia allargata con il supporto della preziosa Alessia e da qualche rara comparsata del buonissimo cane Achille, che nel tardo pomeriggio partiva per il suo bagno premio nella poco distante spiaggetta nera di Rinella.

Un’altra grande verità che mi ripete spesso mio padre è questa: “se vuoi mangiare veramente bene in Sicilia allora devi andare nelle case dei siciliani”. Per fortuna proprio a Leni, a poche decine di metri dal Belvedere, ho scoperto anche il delizioso “risto-casa” Villa Carla: luogo dove praticamente è come mangiare a casa dai parenti, quelli che cucinano una meraviglia ma con un tocco di raffinatezza e di fantasia. Ma come si sta bene nella veranda all’aperto di questa villa… un ambiente piacevolissimo che “parla” assolutamente di Sicilia. I proprietari – una coppia ben assortita che con i figli gestisce questo posticino – offrono soste di piacere siciliano con piatti prelibati ad un buonissimo rapporto qualità/prezzo. Nelle ricette ho trovato il connubio terra-mare sempre presente a Leni. Questo ristorante rappresenta un valore aggiunto per il “Borgo”, offre in tal modo un’alternativa utilissima per completare l’offerta senza doversi spostare in macchina la sera. Ennesima indimenticabile esperienza!

Si può essere felici semplicemente attraverso i colori, i profumi, i sapori, i suoni e la condivisione? A Salina la risposta è sì! Un tramonto con un bicchierino di malvasia, con l’accompagnamento della “musica del silenzio” e un tramonto vista Filicudi – ‘isola che da lontano ricorda una donna gravida adagiata sul letto del mare -, regala attimi di beatitudine suprema. Se poi segue anche una cena vista mare-isole, con prodotti freschi e di qualità, allora il livello di arricriamento* è totale.

Ho pensato molto alle persone sensibili, a quelle stressate dalla frenetica vita di città e agli amanti del trekking. Ascoltate lo zio, se vi volete bene concedetevi la vacanza della vostra rinascita Al Belvedere di Salina!

Riscopriamo queste isole fuori dai periodi di estete piena. Salina offre due cime da esplorare di quasi mille metri, numerose cantine di vini, eventi legati al cinema e all’arte, sapori e colori unici in ogni stagione… spendendo meno della metà e la sacchetta (o tasca) ringrazia sentitamente.

Amico mio… tutto finito! Le mie giornate nell’amata isola dai monti gemelli è terminata. Non è un addio ma un arrivederci, sempre “si voli Dio”.

Bisogna reagire subito ad un distacco così importante, si deve vivere assolutamente un’emozione altrettanto forte per ridestarsi! Io nella mia sventura nella mia Sicilia sono fortunatello, sapevo che di lì a poco mi aspettava un emozionante “giro nella meraviglia”, proprio in quelle acque dove si unirono in un abbraccio d’amore Aci e Galatea. La Sicilia era ancora lì per stupirmi, mi attendevano incontri con persone indimenticabili… anticipati da altri incontri nella focosa Stromboli e nella acquietata Alicudi.

L’Estate dell’Emigrante continua…

 

  • * voce del verbo arricriare: sensazione momentanea di indescrivibile piacere assoluto, che può essere causato da vari fattori e in cui la sensazione prevalente è quella di una totale rigenerazione del corpo e dello spirito e conseguente appagamento sensoriale. (Più o meno, non ho saputo tradurre meglio)

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. astrorientamenti ha detto:

    Un racconto carico di poesia e sentimento.
    grazie per aver condiviso con noi queste tue bellissime
    sensazioni,
    e le immagini poi …
    tutto molto bello e coinvolgente!
    Mi sembra proprio il caso di vedere Salina 🙂
    Buona serata, Monica

    Piace a 1 persona

    1. raccontodisicilia ha detto:

      Grazie mille! Non potevo sperare di meglio… non è cosa da tutti i giorni riuscire a trasmettere poesia, sentimento, sensazioni e aver fatto venir voglia di vedere Salina. Sicuramente hai la sensibilità giusta per vivere al meglio l’antica Didyme. Saluti

      Piace a 1 persona

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