Fabio Pilato e il raduno dei pesci dello Stretto di Messina

Quante volte ho attraversato lo Stretto sul traghetto della felicità… del resto sono un emigrante siculo – di Messina – e mi considero il risultato dell’incontro di due mari, dei miraggi di Fata Morgana, dei temuti miti di Scilla e Cariddi, di quel Colapesce che sostiene con il suo amore la Sicilia, della “Lupa”… la nebbia che a volte improvvisamente avvolge lo stretto. A proposito, sapete che un Emigrante siculo si riconosce subito sul traghetto che porta in Sicilia? Prima o poi parlerò della metamorfosi che avviene in quei due chilometri di mare.

Lasciandomi trasportare dalle correnti della vita, ho scoperto che i pesci che attraversano lo Stretto si stavano riunendo tutti nello stesso posto: il Museo del Mare del Poeta-Mastro-Ferraio Fabio Pilato! Una storia fatta tutta di talento, emozioni e sofferenza.

Fabio Pilato con la sua barchetta vive e conosce bene il mare e i pesci che attraversano lo Stretto di Messina, quello “Scill’e Cariddi” tanto temuto e ammirato… “quello stesso mare, anzi di doppio mare, che anche “il marinaio ‘Ndria Cambria conosceva piega per piega, magagna per magagna…”*. Una mattina l’ho cercato nel suo nascondiglio, sentivo la necessità di scoprire la vera storia di questo artista-messinese doc. Quel giorno ho imparato tanto da Fabio Pilato! Ho imparato che il ferro a 1100 gradi può diventare mano e piuma, piede simbolo di accoglienza, polpo, cavalluccio marino o l’emozionante “Ombra del Postino” che scandisce i famosi tramonti di Salina. Il ferro è nobile, è un “Highlander” immortale, ha memoria e non dimentica le sue precedenti evoluzioni… e se incontra una sensibilità particolare come quella di Fabio può acquisire addirittura un’anima bellissima. Nei miei due giorni con Fabio Pilato ho imparato tanto, sul ferro e soprattutto sulla vita… e non penso sia stata casuale la richiesta di creare il recente premio “Peppino Impastato”.

Può una terribile malattia portare ad uno stravolgimento positivo della vita? La storia e le opere di questo artista-artigiano del ferro sono la risposta a questa domanda! Un male recidivo, notti insonni passate in spiaggia ad osservare e ciauriare il mare, la ricerca di un senso da dare a quella vita che si presentava insensibile e “cattiva”… ma alla fine Fabio Pilato un senso l’ha trovato – anche se la malattia gli ricorda sempre che è in debito con lei -. Un percorso di sofferenza che ha portato con sé un dono impagabile, un talento che Fabio non immaginava neanche di poter avere. Il mio Kuntastorie di fiducia mi ripete spesso: “quando nella vita non hai vie d’uscita e non ti rimane più niente da fare… allora puoi solo giocare!”. Così Fabio Pilato ha iniziato a giocare – con le pietre di Siracusa che trovava in spiaggia e con il suo destino – prendendo la decisione di abbandonare gli studi e una probabile futura carriera da contabile/commercialista, per diventare – a sua insaputa e martellata dopo martellata – un”artista-poeta” del ferro, futuro vincitore di premi internazionali. Certo, per questo straordinario risultato ci vuole un talento naturale e tempo, ma come insegna Fabio anche per cucinare bene un piatto di pasta ca’ salsa ci vuole tempo… il talento prima di sprigionare i suoi “sapori” deve “pippiare” a lungo, lentamente come il sugo buono.

Spesso l’ispirazione di Fabio parte da un sogno… si perché a Iddu i pesci dello Stretto lo vanno a trovare pure mentre dorme. Dopo però c’è uno studio praticamente scientifico di tutte le caratteristiche del pesce da creare e la riproduzione su carta dello stesso, con  tutti i minimi dettagli dell’opera che sarà. Il problema è che non vendono uno strumento apposito per creare la ventosa di un polpo o i particolari di un grande pesce spada di ferro… no Signori, la prima cosa da fare per un mastro-ferraio è proprio costruirsi gli appositi strumenti di lavoro: martelli, martellini, innumerevoli scalpellini e altri pezzi unici che magari verranno utilizzati solo una volta. Come spesso accade si inizia quindi da un sogno – da una visione – e si arriva alla magnificenza della creatura finale, quei pesci che vedete in foto… che con un pizzico di immaginazione, il rumore delle onde e una luce blu mare intorno potrebbero sembrare più reali dei pisci reali.

Fabio Pilato ha il suo obiettivo finale da raggiungere, niente può distrarlo da questo, neanche i soldi che certo gli servirebbero. Devono percorrere un viaggio ancora lungo i suoi pesci, ne mancano almeno 20 all’appello, quando saranno tutti presenti – quasi come un’arca di Noè – potranno finalmente partire verso la meta e la realizzazione del suo sogno: il Museo del Mare.

La novità bellissima degli ultimi giorni è che Fabio Pilato ha deciso di festeggiare i suoi 55 anni con la città intera… e non vuole regali, anzi è lui che dona a tutta la cittadinanza di Messina il frutto del suo talento, dei suoi sacrifici e del suo sudore (e con il fuoco a 1100 gradi si suda parecchio). Lunedì 21 a Palazzo Zanca ci sarà una prova generale gratuita del futuro Museo del Mare, giornata nella quale verranno presentate altre due Opere che andranno ad aggiungersi a quelle già presenti. Lui è così, è un uomo dalla grande sensibilità che vive di emozioni e di condivisione… e questo sarà un evento da ricordare, sostenuto e voluto dall’Associazione Impronte e suggellato dalla presenza di altri grandi artisti e musicisti – vedi l’ultimo commovente capolavoro di Ersilia Dolci, Freres 5tet, Our. Sosteniamo il nostro artista, cerchiamo di essere meritevoli di questo prezioso regalo ricevuto, perché in futuro lui e il suo sogno dovranno rimanere in Sicilia e nello Stretto… del resto è questo il mondo naturale di Fabio e dei suoi pesci.

Sono stato proprio fortunato la mattina in cui ho cercato Fabio Pilato… eppure era sempre stato là, a pochi chilometri da me, nella stessa Terra e nello stesso Mare nostrum… ma come spesso accade solo andando lontano lontano l’ho trovato, e finalmente l’ho visto per la prima volta in tutta la sua straordinarietà. Sono stato fortunato quel giorno, perché il nostro Mago Mastro Ferraio difficilmente accoglie gli sconosciuti nel suo mondo… ma queste fortune iniziano a capitarmi spesso, malgrado io rimanga sempre “nuddu mischiatu cu nenti”. Ho conosciuto anche Rocco e Gino, i due vivacissimi “canitti” che vigilano costantemente su di lui ed esorcizzano con la loro energia persino la sua malattia… e so che Rocco due/tre volte a notte si avvicina al viso di Fabio e lo guarda in silenzio, in qualche modo sembra “nutrirsi” del respiro del suo padroncino, che tante volte ha visto soffrire. Confesso che l’impatto umano è stato così forte che già la sera sentivo la mancanza di questa persona, così gli ho mandato un messaggio invitandolo per il giorno dopo a fare un giro a Borgo Pantano… e Fabio ha accettato con grande entusiasmo, con la voglia di meravigliarsi e condividere un’esperienza nuova con una persona quasi sconosciuta.

Da quel giorno non posso fare altro che raccontare la sua storia straordinaria, che non nascondo mi ha toccato così profondamente che ringrazio Dio – o chi per lui – per avermi fatto conoscere questo artista-uomo-artista-artigiano-poeta del ferro-anima nobile…  e nuovo amico!

Grazie Fabio Pilato… da parte mia, dello Stretto di Messina e della Sicilia intera.

Questo slideshow richiede JavaScript.

– * cit. Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. rosalbataibi di Sole di Sicilia ha detto:

    Opere magnifiche, il ferro può creare una grande leggerezza in giuste mani..

    Piace a 1 persona

    1. raccontodisicilia ha detto:

      …questo è stato un grande esempio per me, una lezione di vita… incredibile come anche una terribile malattia possa portare in dono un straordinario talento nascosto.

      Piace a 1 persona

  2. rosalbataibi di Sole di Sicilia ha detto:

    E la forza di farlo uscire fuori superando paure e ostacoli

    Piace a 1 persona

  3. Giuliana ha detto:

    Me la sono persa questa mostra, chissà se ne farà una a Palermo. Bellissimi articoli i tuoi.

    Piace a 1 persona

    1. raccontodisicilia ha detto:

      Come hai visto c’è ancora tempo per la mostra e sicuramente sentirai parlare ancora molto di Fabio Pilato… anche a Palermo. p.s. grazie, l’apprezzamento di una Poetessa di qualità come te mi dà soddisfazione e motivazione allo stesso tempo 🙂

      Piace a 1 persona

      1. Giuliana ha detto:

        Grazie a te 😊. Ho condiviso il tuo post su fb dove ho tanti amici siciliani e non.

        Piace a 1 persona

  4. Giuliana ha detto:

    Mi correggo, non avevo capito che era una mostra permanente. Appena vado a Messina ci passo. 😊

    Piace a 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...