Leonardo Cumbo – lo Scultore Nisseno che ha conquistato il Giappone

 

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Ci sono incontri che riescono a farci vedere le cose da una prospettiva diversa, che ci portano a scoprire dettagli ai quali non avevamo mai dato attenzione. Sono incontri con persone capaci di farci cercare un punto di interesse in ogni cosa che ci circonda, ed avviene così che persino un muro che prima ci sembrava anonimo magicamente ci sembra degno di attenzione, proprio nel punto in cui si incontrano l’opera dell’uomo e l’opera della natura. Questo è quello che è avvenuto quando ho incontrato lo straordinario scultore nisseno Leonardo Cumbo!

Leonardo l’ho conosciuto indirettamente grazie a un’opera realizzata a San Marco d’Alunzio, quella panchina spettacolare dal nome “ghiaccio rovente” che si trova nella piazzetta d’arte con vista di Sicilia – tanto voluta dai miei amici di Tre60lab –. Una scultura dai particolari sorprendenti, con una sua funzionalità e collocata proprio in un luogo che richiama un perfetto incontro tra opera dell’uomo e meraviglie della natura. Però non mi è bastato, perché anche se è vero che un’opera dovrebbe essere la rappresentazione più intima dell’artista, per uno come me – che vive di “vibrazioni”, che non ha studiato arte e che non conosce i suoi aspetti “tecnici” – l’unico modo per capire veramente un artista e la sua opera è quello di andare a conoscere il suo mondo di persona. Eccomi quindi ripartire per uno dei miei frequenti viaggi in solitaria, come i pacci, all’interno della Sicilia, direzione Caltanissetta

Leonardo Cumbo: scultore, fotografo, pittore, grafico, professore all’Accademia delle Belle Arti di Catania, vincitore di premi nazionali e internazionali, provocatore all’expo di Milano con le sue originali installazioni dal titolo “Frutti Erotici”, realizzatore di sculture monumentali presenti in molte città italiane ed estere – di ogni forma e di ogni materiale –. Molti di voi saranno sorpresi di non aver mai sentito parlare di questo straordinario incantatore della materia, eppure è l’unico scultore occidentale selezionato tra più di 300 artisti di tutto il mondo per partecipare alla “Ube Biennale” in Giappone. In Giappone in verità c’era anche già stato nel 2016 all’expo internazionale della scultura a Miyazachi.

 

Leonardo sembrava avesse un destino professionale già segnato: doveva diventare un grande medico per continuare la tradizione di famiglia. Dopo quattro anni di brillante carriera universitaria però si è trovato a fare i conti con se stesso, era arrivato il momento di scegliere: la ragione o l’istinto, la certezza o un cammino tutto da “costruire”? Alla fine ha scelto definitivamente la “medicina” delle emozioni e una cura a base di “suggestioni” attraverso la manipolazione della pietra, dell’acciaio, del bronzo, delle immagini, delle luci, dell’acqua…
Attenzione però, anche se ha scelto la seconda strada non si è lasciato andare solo alla parte istintiva dell’arte e confidando solo nel suo innato talento, ha sempre studiato approfonditamente la materia e le basi classiche, sia in Italia che all’estero. Probabilmente ha capito da subito che per poter liberare in tutte le sue piene potenzialità il talento doveva passare attraverso lo studio di nozioni e tecniche importantissime, accompagnate da un impegno costante e da un’infinita fame di conoscenza.

Così, mentre Leonardo mi raccontava tutti i suoi percorsi, io pensavo che la sua vita sembrava proprio una perfetta rappresentazione di queste due componenti che spesso sembrano in contrapposizione: razionalità o istinto, approccio geometrico o fantasioso, studio o talento, progresso dell’uomo o natura. Osservando le sue opere adesso posso cogliere due elementi sempre presenti, perché con Leonardo tutto può finalmente fare pace ed esaltarsi, gli stereotipi non sono suoi amici, tra sensibilità, paradosso e ironia tutti gli elementi possono fondersi e coesistere alla perfezione… in nome dell’arte, in nome della bellezza.

Le opere di Leonardo creano suggestione e riflessione, opere che spesso raccontano storie importanti… come il capolavoro che ricorda un periodo storico altamente significativo per la sua città e per l’intera zona: quella delle miniere di zolfo e dei “Carusi”. Una scultura (che potete ammirare in foto) che ha nei fiammiferi un elemento altamente simbolico: il cappuccio dei fiammiferi è fatto proprio di zolfo, si accende di fuoco e si consuma velocemente, così come si sono accese e consumate le vite e i sogni di chi ha lavorato in quelle miniere. La scultura poi è caratterizzata da cunicoli picconati che richiamano le miniere stesse e dove all’interno viene rappresentata proprio la dura vita dei suoi eroici protagonisti.

Queste poche foto possono solo far percepire un pizzico della grandezza di questo prezioso scultore siciliano, artista e uomo in continuo equilibrio tra gli elementi della vita.

Quel giorno con Leonardo ho percorso un giro nel suo mondo creativo, seguendo un itinerario diverso rispetto a quello classico di un qualsiasi viaggiatore… E’ stata una caccia al tesoro, alla ricerca delle sue opere disseminate tra Caltanissetta e San Cataldo. In realtà questo percorso dovrò continuarlo anche in molte altre parti della Sicilia… e mi muoverò spinto da “un’attrazione repulsiva”, che non è altro che un altro capolavoro dello scultore presente nel lungomare di Gela.

Grazie Leonardo Cumbo… per essere rimasto al centro della Sicilia – pur avendo stupito il mondo –, grazie per il giro tra le campagne di San Cataldo e per le vie di Caltanissetta, per come hai lavorato la pietra di Baucina e il marmo di San Marco, grazie per le ore che hai dedicato a uno sconosciuto malgrado gli impegni importanti – in quei giorni stava completando una miracolosa Santa Rosalia –.

Leonardo Cumbo, un ragazzo che doveva diventare medico ed è diventato scultore, l’artista nisseno che ha creato stupore fino in Giappone…

p.s. Dimenticavo, grazie anche per avermi fatto provare una piccola raviola dolce ripiena di sublime ricotta, con cannella e miele… entrambi siamo d’accordo che anche quella è un’opera d’arte!

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. SenzaAlcunaLogica ha detto:

    Sempre molto interessante…
    Il modo in cui scegli di riconoscere e far conoscere la tua terra ricca di storia e non solo….è emozionante! 🌻💛 Brava!

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    1. raccontodisicilia ha detto:

      Bravo semmai 🙂 Ti ringrazio molto. In effetti io la vivo emozionatamente.

      Piace a 1 persona

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