Angela Andaloro – lo sguardo dell’arte

“La società spesso perdona il criminale; non perdona mai il sognatore” O.Wilde

Iniziò così il racconto sulla pittrice Angela Andaloro: perché lei prima che un’artista di talento è una “persona” bella, e prima che una persona bella è una sognatrice.

Angela Andaloro, pittrice siciliana di origini milazzesi, laureata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha vissuto tra Palermo, Catania, Como e Messina, tenendo moltissime mostre – tra queste le ultime al Teatro Vittorio Emanuele di Messina –.”

I suoi dipinti – la sua arte – non sono altro che un percorso introspettivo personale, ma nello stesso tempo anche una fuga verso momenti e luoghi felici, o temi ed emozioni che scuotono il suo intimo sentire.

Io l’immagino Angela Andaloro, di fronte alla sua tela, in una sfida quotidiana con i colori, con le forme, con i visi, con i ricordi… Immagino Angela Andaloro, in alcuni istanti protetta e avvolta dalla sua arte, e in altri confusa dall’emozioni del suo processo creativo: una sensazione simile forse a quella che si prova quando ti travolge un’onda più forte del previsto, facendoti rotolare senza respiro fino a riva. Poi ti rialzi di scatto, prendi fiato, e seppur con qualche ammaccatura e un pizzico di vergogna, solitamente hai una sensazione di energia vitale, confusione e felicità insieme. Chissà se veramente accade questo dentro dentro lei quando si appresta a dipingere un quadro: un rotolare senza respiro tra la spuma di mare, un diramarsi di linee, un mischiarsi di colori e forme, per un istante, per poi tutto lanciarsi potente come un’onda sulla tela, in un cammino di creazione e bellezza.

Tecnicamente d’arte non capisco nulla, non ho studi né conoscenza didattica, e sicuramente avrei dovuto lasciare il desiderio di raccontare Angela Andaloro ad un critico d’arte preparato; però, seguendo ancora un ragionamento di Wilde, forse è un bene che io non sappia nulla: perché il critico d’arte è egli stesso artista, pertanto spesso ci restituisce più sé stesso che l’artista e l’opera che osserva. Allora non vorrei fare un torto ad Angela scrivendo delle sue opere, banalizzando un processo che è dato da tanti anni di studi e di ricerca, da esperienza, da gioie e tormenti, da visioni… e ci dev’essere molto travaglio dentro Angela, perché altrimenti non si spiegherebbe l’intensità dei visi sulla tela e le atmosfere ricreate nei suoi quadri; sono visi che parlano, a volte urlano, ma sempre con un fondo di delicatezza, ma soprattutto lasciano anche tanti puntini in sospeso, puntini che però ognuno di noi potrà unire in base alla propria percezione e sensibilità…

Nei dipinti di Angela Andaloro si ripresentano spesso bambini – che giocano col mito o con la natura – forse vera rappresentazione di spontaneità e purezza; vedo visi di donne affascinanti, donne “bambola” agli occhi di qualcuno, donne eternamente messe in discussione; vedo isole, vedo Sicilia ed il suo mare… che da sempre porta gioia e vita, ma anche tragedie. C’è una bambina con gli occhi grandi grandi e tutta la sua indifesa dolcezza, c’è una donna che combatte l’eterna sfida femminile tra la vanità e la saggezza, una donna che seppur attraverso la delicatezza vuole però affermare sé stessa, combattendo e affrontando le sue sfide, anche quelle più scomode e dolorose. Ho tentato quasi di voler entrare all’interno dei quadri di Angela con qualche scatto fotografico… perché mi chiedevo cosa stesse osservando il bambino alla finestra, o la vita celata dietro ad uno sguardo; cercavo di capire persino cosa riflettesse una pupilla luccicante osservandola da ogni angolazione. Volevo quasi tuffarmi in quelle acque, in quelle spume di mare, sentivo l’atmosfera dell’estati vissute da bambino, quelle del sale sempre addosso a far da contrasto alla pelle scura, dei giochi, delle isole all’orizzonte, della spensieratezza. A tratti si percepiscono anche ferite nei visi riproposti da Angela – e forse, a tratti, anche nei suoi occhi –.

Poi quando osservi un ritratto straordinario di Pavarotti ti viene quasi spontaneo ricambiare il cenno di saluto del Maestro… e quasi vorresti chiedergli un autografo e fargli i complimenti persino per il suo magnifico foulard… ma vieni subito distratto dallo sguardo di una giovane Margherita Buy – sembra proprio quella di “Le fate ignoranti” – ancor più malinconicamente bella di allora, e te ne innamori all’istante, dimenticandoti per un attimo il dialogo appena avviato con il maestro.

Neanche il tempo di rapportarti con questi miti e vedi un’altra immagine potente: è quella di Nino Pracanica con indosso una delle sue tante Imago che si prepara per un cunto al castello di Milazzo”; quindi in questo caso il ritratto di Angela si eleva, diventando “racconto del racconto”; lei stessa, con la forza della sua pittura, in questo caso ci sta raccontando un’importante storia di vita reale… vita anch’essa legata all’arte, alla poesia, all’artigianato e soprattutto alla Sicilia – e alla necessità di comunicare con il mondo –. Allora chi conosce il mondo di Nino nel ritratto di Angela ne potrà già percepire tutte le sfumature, ma chi non lo conosce, davanti a questo ritratto, non potrà non incuriosirsi e farsi domande sull’importante “oltre” che l’immagine stessa richiama. Sarebbe bello vedere Angela impegnata nella creazione di una mostra di suoi quadri incentrata sul racconto visivo della Sicilia e delle sue realtà nascoste…

Quando mi sono ritrovato di fronte ad una foto e poi alla rappresentazione della stessa che Angela Andaloro stava riportando su tela, ho capito la “potenza” di questa pittrice. Non mi spiego ancora come riesca a riproporre in maniera così precisa nelle forme un soggetto, per poi in realtà restituirci un qualcosa di completamente diverso nell’intensità espressiva… un’intensità che ti scuote e ti entra dentro. Forse la risposta è semplice, nei suoi dipinti Angela ci restituisce molto di sé: del suo talento, della sua sensibilità, del suo vissuto, dei suoi sogni e persino dei suoi dubbi… tutto prende forza perché passa attraverso il filtro emozionale di una sognatrice.

Angela non è persona o artista che vuole imporsi agli altri, che cerca di prevaricare, e neanche è disposta a tutto pur di avere un momento di gloria o un riconoscimento – che grazie al suo talento ha però comunque ricevuto, con mostre di qualità e lavori su commissione anche importanti –. Angela è persona che non nasconde le sue insicurezze, una di quelle persone ancora capace di fidarsi degli altri e del prossimo, di credere nel valore dell’amicizia; alla fine però trova sempre la forza anche di opporsi a ciò che non le piace… così come, per esempio, dalla sua finestra si oppone alla bruttezza della raffineria di Milazzo con la bellezza dei suoi quadri; così come, in qualche modo, si oppone anche la sua mamma regalando ortaggi e frutti del suo orto – un luogo e un rito che la ricollegano in una sorta di dialogo con il marito che non c’è più–. Ah se voi aveste visto lo sguardo della mamma di Angela vedendola andare via insieme a persone che stima tanto e di cui si fida – e parlo di persone come Nino Pracanica e Gina Previtera –…  così come se  voi aveste visto gli occhi di Angela quando si affrontano certi temi, avreste capito già molto dell’arte di Angela Andaloro, della sua anima e della determinazione nel voler continuare ad essere pittrice, persona, donna in pace con sé stessa e sognatrice.

Allora tuffiamoci nei quadri di Angela: rinfreschiamoci in quelle acque, scopriamo cosa sta indicando uno sconosciuto in mezzo al mare, immaginiamo di vivere una storia d’amore con le donne protagoniste dei suoi dipinti, riflettiamo sui temi importanti che ci restituisce lievemente, torniamo un po’ bambini tra i bambini, e uniamoci anche noi al gruppo, nei giochi di un’estate spensierata di tanto tempo fa…

Angela Andaloro, una pittrice di grande talento, una persona rara, una sognatrice alla quale questa società probabilmente non perdonerà né di essere nata col dono dell’arte e della pittura, né di essere determinata nel voler vivere la vita – e non subirla solo passivamente–. Noi siamo con lei e dopo averla conosciuta mi vien voglia quasi di fare un tifo da stadio urlando: “una di noi, Angela Andaloro è solo una di noi, una di noiiii, e solo una di noiiii”. 😊 Allora passando dal castello di Milazzo fino al teatro di Naso, da Borgo Pantano fino a Racconto di Sicilia, con noi si sentirà sempre libera di essere semplicemente Angela Andaloro… fiera e felice di farci sognare anche attraverso lo “sguardo dell’arte e della vita”.

http://www.angela-andaloro.it/

Alcune foto dei dipinti sono prese dal sito ufficiale e dalla sua pagina facebook, dove sarà possibile anche conoscerne le specifiche tecniche.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. imperfectum ha detto:

    Veramente molto belli i suoi dipinti.

    Piace a 1 persona

  2. Pippo Anania ha detto:

    Quanto ho appena letto nel RACCONTO DI SICILIA,26-07-2020,intitolato “Angela Andaloro – lo sguardo dell’arte”,è pienamente da me condiviso e mi congratulo con l’autore che non ho l’onore di conoscere.Angela Andaloro fa parte di quella categoria di pittori che arricchiscono il vasto e complesso mondo artistico di oggi che,a tratti, poggia la propria forza sullo sperimentalismo o sulla rievocazione di certe correnti artistiche ben note nel ricco panorama dell’arte italiana o estera nel passato. Angela Andaloro è un’artista di intensa sensibilità che costantemente sommuove le proprie intime fibre che sussultano ogni volta che le germina un’idea,una forma,una immagine,un pensiero,un luogo e quant’altro da affidare al bianco spazio della tela e farlo “nuotare” nei colori dell’anima,ovvero del …sogno calato nella realtà.Il fruitore in una galleria, dove sono proposti i quadri della Nostra ,non ha bisogno di interloquire con lei,perché è lei che gli parla attraverso le proprie opere mediante la propria tecnica personalizzata la quale possiede il magico linguaggio delle tinte sfumate che accendono non solo emozioni ma anche molteplici interrogativi. Pertanto,il sogno di Angela Andaloro si veste di realtà non frigida e statica ma ora viva,ora sensuale,ora riflessiva, e altro, che costituisce la ‘ summa’ della sua,della nostra cifra esistenziale. Ed ecco la magia del verso oraziano “ut pictura poesis”. Detto quanto sopra in sintesi e del tutto inedito,sono certo che si sentirà ancora parlare di lei la quale, a meritato diritto, saprà sempre più scavare dentro di sé e osservare fuori di sé per continuare a dialogare con i propri estimatori su molteplici paradigmi dell’arte-vita. Giuseppe Anania.Diritti riservati, 31-07-2020.

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    1. raccontodisicilia ha detto:

      Egregio prof Anania, la ringrazio molto per il suo contributo. Le sue parole arricchiscono il mio articolo/racconto, ma soprattutto avvalorano le mie percezioni sull’artista – e sulla persona – Angela Andaloro. Cari saluti e Grazie

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